Pronti partenza via …

E sì si parte. Oggi mia moglie con i figli sono partiti per la  Russia. Si avvicinano le vacanze di Natale e come ogni anno  Novembre è il mese della partenza. Volo Rimini – Mosca, Mosca – Izhevsk la città dove abbiamo la nostra casa.

I miei figli affrontano in un modo completamente diverso il viaggio. Il primo Sasha, più grande,emozionato già da una settimana per il viaggio. Il più piccolo Leone, più conservatore, impassibile e incredulo fino alla partenza. Il primo che immagina ogni passaggio e sembra che ti racconti già il viaggio senza nemmeno averlo fatto. Il secondo più pratico aspetta gli eventi. Non si sa mai.

Penso alle loro emozioni e mi rivedo piccolo come loro e immagino come poteva essere per me un volo in aereo. Un viaggio in treno per noi  era già una grande avventura. E così scavando nella mia memoria mi viene in mente che una volta, da piccoli con mio padre e mia madre, io e mia sorella andammo a Bologna per una visita dentistica.

Avevamo un grosso problema, la masticazione inversa detta “scucchia” in dialetto. C’era un famoso e lontano zio in famiglia che aveva questo problema. Lo stesso zio lontano che spuntava ogni volta che si doveva trovare un cattivo esempio.

Dopo il responso di un dentista locale che voleva tagliarci la mascella, i miei genitori sotto il suggerimento del nostro medico,  decisero di rivolgersi ad un luminare del settore. La visita sarebbe stata a Bologna. Era inverno. Un periodo strano in Italia. Da poco c’era stato l’attentato alla stazione di Bologna e noi sprezzanti del pericolo saremmo andati proprio li, a Bologna.

Mi ricordo chiaramente la sensazione di pericolo e di avventura.  Cosa sarebbe successo? Che avventura che ci aspettava. Il caso volle che prima della partenza fece una grande nevicata e per questo decidemmo di prendere il treno. Chi l’aveva mai fatto? Un treno vero e un viaggio per giunta pericoloso. (almeno per noi). Saremmo partiti da Marotta direzione Bologna.

Partimmo presto, l’appuntamento era nel primo pomeriggio. Le condizioni meteo non erano favorevoli meglio partire con anticipo. Il viaggio fu tranquillo. Incontrammo un ragazzo del nostro paese che studiava medicina a Bologna. Ci raccontò nel viaggio, com’era la vita da studente e com’era bella Bologna. La curiosità aumentava. Io ero attaccato al finestrino, non volevo perdermi niente di quel viaggio.

Arrivammo a Bologna con la neve e mi ricordo che prendemmo un taxi che ci portò dalla figlia del medico del mio paese che studiava lì. Fu molto gentile e accogliente. Ci aveva organizzato l’appuntamento. Chissà se un giorno anche noi avremmo studiato lontano e vissuto da soli come lei? La casa era piccola ma accogliente. C’era un ambiente magico. La città, la neve.

Ci accompagnò allo studio dentistico. Era tutto molto bello e luminoso. Mi ricordo vagamente la visita, ricordo solo che il medico ci rassicurò: niente tagli o interventi. Era sufficiente il famoso “apparecchio” che avremmo potuto fare ovviamente nel suo studio.  Avremmo dovuto fare una visita mensile a Bologna! La cosa mi entusiasmava. Un viaggio al mese in città non potevo crederci. La mia vita sarebbe cambiata! Potevo raccontare ai miei amici che si io una volta al mese andavo a Bologna, in una grande città.

Ripartimmo, i miei genitori rincuorati, io emozionato per il viaggio di ritorno. Nella stazione eravamo preoccupati, non vedevamo l’ora che il treno partisse. La tensione si sentiva. Mi padre prese dei panini e dell’acqua. Erano fantastici, molto meglio di tutti i panini che avevo fino ad ora mangiato. Noi mangiavamo solo cose genuine, mai un panino al bar.

Il treno partì, non c’erano stati attentati tutto era andato bene. La neve si scioglieva, tornavamo a casa risollevati ed eccitati all’idea che se i genitori avessero deciso di curarci a Bologna saremmo andati una volta al mese in città!.

Non andò così, trovammo uno studio vicino a noi che con il tempo risolse il nostro problema con i denti. Quel viaggio me lo ricordo ancora, fu il mio primo vero viaggio. Sono come mio figlio Sasha, viaggiare mi entusiasma, vedere come vivono in altri paesi, immaginare cosa fanno in quelle case con i camini che fumano, mentre le vedi passare dal finestrino del treno.

Tra una ventina di giorni  riparto di nuovo senza sapere se seguo la mia anima o lei segue me.

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