Lavoro da remoto dunque sono

Ho praticato il lavoro da remoto per alcuni anni. Poi da un anno e mezzo a questa parte ho seguito una società che sviluppa software per le prenotazioni alberghiere in modo “semi continuativo” con attività settimanali “full time” in azienda. Mi sono preso sempre la libertà di uno o due giorni a settimana. Restano comunque intatte le dinamiche aziendali, le gerarchie, lo “stress gratuito” che tutti i dipendenti conoscono. Ora alcune situazioni personali mi hanno spinto alla ricerca di lavori da remoto.

E’ il mio sogno, poter programmare da una dacia in Siberia, davanti a un fiume ghiacciato, con la sauna calda che mi aspetta. Oppure al mare, con lo sguardo all’orizzonte infinito. Di sicuro si lavora di più e alle 18:00 non scatta il cartellino ma spesso ti trovi a lavorare fino alle 10 di sera. Fai quello che ti piace, studio e applicazione. Oggi sono ottimista e deciso il futuro è remoto, quindi lavoro da remoto dunque sono. Ho in mano il mio tempo, lo devo organizzare, devo capire chi mi può dare lo stipendio questo mese, o meglio questi mesi. E’ un lavoro complesso, perché oltre al lavoro in se c’è tutta la parte organizzativa. Ci sono le offerte da fare, il sito da aggiornare, i lavori da completare. Ci sono i figli e la famiglia, c’è lo sport e gli amici.

Questo è l’ultimo trimestre dell’anno, rappresenta la base per il nuovo anno. Terminare bene vuol dire iniziare meglio. Sento di aver ripreso in mano il mio futuro. Sono pieno di fiducia che spero di poter trasmettere nelle mie attività. Un po’ di tempo lo dedicherò a questo blog, e ai siti della mia attività. Di sicuro metterò in pratica quello che sulla pelle ho appreso in questi anni.

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